NOTE DI VIAGGIO
I trattamenti finali, spesso, ci danno la dimensione dei nostri errori. A volte, nella sproporzione dei reciproci sentimenti si annidano le bugie dell'amore.
L'ultimo giorno e' un pezzo di strada corto, con i sanpietrini saltati ed i metri finali contati. L'ultimo giorno e' ultimo per un anno soltanto. E' L'unico giorno in cui e'consentito pensare. E tutto quello che passa si puo' pure dimenticare. Tanto che importa, ce n'e' un altro che arriva e si potra' cambiare. L'ultimo giorno che mi ricordo ho visto la mia pelle passare dentro i miei vecchi vestiti che ho perso. E non mi ricordo l'anno. A volte, l'ultimo giorno e' solo un modo come un altro per andare oltre. Dove? E dove non lo so. Intanto, domani sara' gia' il primo giorno. Ed io vorrei avere la stessa voglia di sognare........ma non una voglia qualunque....solo quella di adesso.....quella dell'ultimo giorno!......Auguri! (31.12.2010)
Nel respirare aria di festosa attesa odo lo sforzo di vuote salite. L'ora, che veloce mi porta, grida il gemito del lontanissimo vicino. Gli aghi del simbolo, nell'atto di scendere, restano. Perche' di cadere non hanno piu' voglia. Mentre l'attimo dell'eterno filo, incredulo, simula il suo momento. (Natale 1982)
Il mattino e' sempre un'ipotesi. Il giorno e' quello che sei. la sera, con il suo fantasma, scende uguale. Nell'imbarazzo di chi non ha fatto in tempo. E' stato a questo punto che, a costo di impazzire, ho voluto capire, tentando anche di amare. Ma non sara' mai la notte di un altro a darmi la strada di un sogno.
Il pianoforte e' donna. L'unica che resiste. E' la clessidra della mia memoria. Mi aspetta a casa la sera e non mi chiede mai dove sono stato e con chi. E' una puttana seduta. Si, perche' si fa mettere le mani addosso da tutti. Ma io non sono geloso. Perche' suona, suona, suona l'accordo per me e per voi, qui, stasera....(intro a Questo pianoforte live The Place 2010)
D'amore si scrive nel bene e nel male. Si scrive perche' si ama. Oppure perche' e' finito l'amore. Chissa'? quali sono le canzoni piu' belle. Quelle dell'amore perduto? Oppure quelle dell'amore vissuto? (intro ad Ombrelli soli Dimmidisi' 2009)
Nella mia citta' in uno dei luoghi storici della gioventu', i giardini di san leonardo, esiste, da sempre, un appuntamento dei giovani con la sera. Spesso, nel tempo, mi e' capitato di ritrovare, impressa nella memoria, l'immagine di questa folla di ragazzi, ferma e confusa in mezzo alla strada. Non s'e' mai capita la ragione, il perche', di questa puntualissima macchia di giovani della sera. La verita' e' un'altra: sulle panchine di quei giardini per molti di noi c'e' stato il tempo per tutto. Anche il tempo per ascoltare la voce, qualunque, di coloro che per una vita intera hanno tentato, invano, di salire sul carro dei sogni. Ed e' proprio li, in questa terra di nessuno della mia citta' che mi e' capitato, a volte, di ascoltare i versi, muti ed annoiati, dei poeti di Strato'. (intro ai Poeti di Strato' Auditorium 2007)
Ci sono giorni in cui sentiamo piu' forte il ritmo del tempo che scorre. Al punto che una giornata che passa ci sembra il riassunto di tutto cio' che abbiamo vissuto e che, spesso, non abbiamo capito. Sono questi i giorni in cui dovremmo lasciare tutto da parte: il lavoro, il dovere, la voglia di arrivare. E, perche' no, anche il dispiacere che proviamo a non andare d'accordo con gli altri. Quante volte abbiamo pensato di essere finiti male, ed invece, eravamo, soltanto, davanti ad una giornata sbagliata. Ogni giorno che passa e' sempre un capolinea. Il capolinea e' un posto meraviglioso. E' come il giorno. Riparte sempre uguale. Sempre da li', da dove era appena arrivato. Oppure, da dove era appena finito (dipende dai punti di vista). Un tempo vivevo molto male la fine di un giorno. Poi, una sera, ho pensato al capolinea e, cosi', a bassa voce, mi sono messo a cantare. (intro a Capolinea Politeama live 2009).